Scopri l’anatomia del parodonto e di tutte le sue strutture anatomiche per imparare a riconoscere le anomalie e tutte le patologie ad esso collegate.
Quando sentiamo parlare di parodonto ci stiamo rivolgendo all’insieme dei tessuti che si trovano intorno ai nostri denti.
Questi tessuti sono importantissimi perché ne formano il sostegno. È importante per un futuro igienista dentale apprendere al meglio l’anatomia del parodonto e di tutte le sue strutture così da poter studiare, prevenire e curare tutte le patologie o le problematiche che possono presentarsi in queste zone.
Al tempo stesso, è essenziale conoscerle per poter capire il processo di guarigione post interventi terapeutici.
Il parodonto si compone di diverse strutture anatomiche, in particolare possiamo suddividerle in:
Si definisce Parodonto l’insieme dei tessuti che circondano i denti e che ne formano il sostegno. Per poter fornire una valida e sana struttura di sostegno del dente, la loro funzione è interdipendente, ma dal punto di vista anatomico sono strutture distinte.
Per poterne comprendere meglio il funzionamento ne andremo a parlare singolarmente nei prossimi paragrafi.
Le gengive, le conosciamo tutti, sono il tessuto molle che troviamo intorno ai nostri denti, esse servono non solo come sostegno ma anche per coprire l’osso alveolare.
In condizioni di salute il suo colore è rosa salmone, invece quando è infiammata o presenta patologie come la gengivite ha una colorazione rosso accesa.
Se tutti sappiamo che cos’è la gengiva, non tutti sanno invece che la gengiva è suddivisa in due parti differenti: la gengiva libera e la gengiva aderente.
La gengiva libera la possiamo identificare perché è la parte che troviamo intorno alla corona del dente.
Questa forma la parete del solco gengivale, che è lo stretto spazio fra la gengiva libera e il dente. Immediatamente sotto il solco gengivale la parte inferiore della gengiva libera aderisce allo smalto del dente.
Fa parte della gengiva libera anche la papilla interdentale, la porzione di gengiva situata nello spazio interdentale che assume forme diverse a seconda del contorno dei denti e del contatto che c’è fra un dente e l’altro.
La gengiva aderente è la porzione di gengiva che si trova sotto alla gengiva libera. Questo tipo di gengiva è strettamente aderente al dente e all’osso sottostante grazie a numerosi fasci di fibre.
La gengiva aderente, come dice il nome stesso, aderisce strettamente al dente e all’osso alveolare mediante fasci di fibre. Il suo aspetto è diverso dalla precedente, ha infatti un aspetto punteggiato.
La gengiva è costituita da tessuto connettivo che è coperto dall’epitelio, ovvero da un tessuto protettivo.
Questo legamento è ricco di fibre collagene che vanno a circondare la radice del dente per permettere il collegamento tra il cemento della radice e l’osso alveolare.
Attorno alle fibre troviamo il tessuto connettivo ricco di vasi sanguigni, cellule, vasi linfatici e nervi. Le principali cellule che si trovano nel legamento parodontale sono:
Altra importante parte anatomica del parodonto è il cemento che riveste tutta la radice del dente. Inoltre è grazie al cemento che le fibre parodontali si possono legare al dente.
Ultima parte dell’anatomia del parodonto, ma non meno importante è l’osso alveolare.
L’osso alveolare è la porzione di mascella e di mandibola che contiene e sostiene i denti. Gli alveoli sono le cavità che troviamo nell’osso che vanno a contenere le radici del dente.
L’osso alveolare è costituito principalmente da Osso spugnoso, ricoperto da un sottile strato di Osso compatto, che presenta dei canali negli alveoli. Attraverso questi canali passano, dall’osso alveolare al legamento parodontale, vasi sanguigni e nervi; in questi stessi canali si inseriscono anche le fibre del legamento parodontale.
Sia l’osso compatto che l’osso spugnoso, sono costantemente modellati dalle cellule osteoblastiche e osteoclastiche.
Visto che la maggior parte delle parti menzionate in questo articolo non è visibile all’occhio umano, per diagnosticare una qualsiasi patologia è opportuno effettuare l’esame clinico con sonda parodontale e, dove necessario, le radiografie endorali digitali di ultima generazione.